, ,

Le sarde in saor di Roberta e Germano

Roberta e Germano hanno la passione per la cucina e solitamente cucinano in coppia. Sono nonni e sono anche i genitori di Damiano, che tempo fa ci ha regalato una super ricetta. Buon sangue non mente!

Hanno una grande esperienza in cucina, sono creativi e hanno un repertorio di ricette una più buona dell’altra. Dunque, probabilità di fallimento pari a ZERO!

Dico questo perché la ricetta di cui scrivo oggi è quella delle sarde in saor ma all’inizio dell’estate li ho trovati in cucina a preparare polpette di melanzane e patate per i nipoti. Roberta mi ha dato la ricetta così su due piedi e mi ha mandato via con 6 polpette da cuocere. Buonissime!
Le polpette di Roberta sono famose in famiglia, dunque ho provato subito a rifarle e… è stato un fallimento!!! La seconda volta è andata benino, la terza bene e adesso sono diventate uno dei piatti più richiesti sulla mia tavola ed io mi diverto a farle.

Ma torniamo alle sarde.

Quando parlano tra loro ci scappa sempre un po’ di dialetto veneto che da ancora più saor (che in dialetto significa sapore) alle sarde. Questo è un piatto tipico della cucina veneziana usato da secoli dai marinai perché si mantiene a lungo e perché è ricco di vitamina C (contenuta nelle cipolle) elemento importante nella dieta dei marinai per prevenire lo scorbuto.

Sono davvero buone con un misto di sapori diversi e soprattutto si mantengono tanto in frigorifero.
Il procedimento è lungo e si prepara 3 o 4 giorni prima di consumarlo ma il risultato è eccellente e il gusto è davvero squisito.

Ingredienti:

  • 2kg cipolle bianche
  • 1 kg di sarde (meglio se pulite e senza spine)
  • sale
  • olio
  • ½ bicchiere di aceto di vino bianco
  • 100gr di pinoli
  • 100gr di uvetta

Procedimento

Per prima cosa si mette l’uvetta ad ammorbidire per un’oretta in una ciotola di acqua calda o di vino bianco che da un po’ più di sapore.

Poi si tagliano le cipolle sottili sottili e qui ho un segreto di Roberta per non lacrimare che non è quello solito di mettersi metà cipolla in testa o cercare di non chiudere le palpebre tenendo gli occhi spalancati come se stessimo vedendo qualcosa di orribile. Basta immergere il coltello con cui si tagliano le cipolle in un bicchiere pieno d’acqua di tanto in tanto e magicamente gli occhi non faranno neanche una lacrimuccia. Voi avete altri stratagemmi efficaci? Mi piacerebbe proprio conoscerli. Quello di Roberta funziona!

Si mettono in una padella le cipolle con l’olio, tutto a freddo. Si aggiunge il sale, si copre e si fanno andare a fuoco lentissimo.

Contemporaneamente si lavano le sarde e si adagiono su un tagliere facendole sgocciolare ben bene. Si asciugano e si passano in farina per friggerle in olio di arachidi o girasole.

ok-saor-0819

ok-saor-0854

Quando le cipolle sono rosate e ben appassite si aggiungono ½ bicchiere di aceto, l’uvetta e i pinoli.
Lascio andare per 5 minuti finché l’aceto non sarà evaporato e spengo.

ok-saor-0918

Una volta intiepidite le cipolle comincio la composizione a strati: cipolle, sarde, cipolle, sarde, cipolle e via finché ce n’è. Si copre bene e si mette in frigorifero.

A questo punto ci vuole pazienza perché per assaggiare le sarde in saor si devono aspettare almeno 2 ma meglio 3 giorni… più si aspetta e più sono buone. In frigo possono durare anche 20 giorni… nel mio non hanno resistito così a lungo. Ma noi siamo dei mangioni!

ok-saor-0938

Share

You May Also Like